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Da Tesi di Laurea in Scienze
Politiche (indirizzo Politico-Storico)
Il
Nazionalismo, Castro, e il Mito della Nazione
Cubana
1959-1989 (1999)
"...In America
Latina sono presenti più nazionalismi e soggetti
nazionali che fanno sorgere il problema della loro differenziazione
con percorsi diversi e più volte divergenti,
necessariamente da scomporre e mai da ricondurre ad
un unico modello. I paesi dell’America Latina
hanno una comune matrice storica con più o meno
significative “deviazioni”, caratterizzandosi
per una diversità nell’unità”.
Si tralascia volutamente le derivazioni del Nazionalismo
quali ad esempio il populismo per analizzare gli altri
diversi elementi che compongono l’entità
nazionalista a Cuba.
Il problema della nazione e del nazionalismo a Cuba
fino a Castro è strettamente connesso al principio
di nazionalità, al patriottismo, al protonazionalismo
ed alle lotte di liberazione nazionale. Il processo
nazionale cubano è molto complesso che abbraccia
quattro punti fondamentali. Nel primo, lo spagnolo comincia
a trasformarsi in creolo. Nel secondo, il creolo inizia
a trasformarsi in cubano. Nel terzo, il cubano ottiene
un enorme consolidamento nazionale nell’abbracciare
definitivamente le correnti ideologiche dell’indipendentismo
e dell’abolizionismo. Nel quarto, questi ottiene
la sua piena sovranità nel prendere come stendardi
l’antimperialismo e il socialismo. Se dovessimo
stabilire indizi cronologici convenzionali, potrebbe
dirsi che l’esistenza del creolo è indubbia
a partire dal 1603; che la nazionalità cubana
si affaccia durante il periodo 1790-1808; che la nazione
cubana sorge nella decade 1868-1878; e si libera dalla
dominazione spagnola nella guerra del 1895, diretta
da Martí e Maceo; che la ricerca della nazione
sovrana fu totalmente cosciente, senza veli, nel lasso
che separa il 1923 dal 1959. Gli anni 1603, 1808,1868,1959
sintetizzano quattro grandi inizi durante lo stesso
processo nazionale... . Al Colonialismo non passò
inosservata l’apparizione della storia nel Nuovo
Mondo, come espressione di un sentimento di nazionalità.
Una profusa legislazione, che aveva il suo punto di
partenza nel secolo XVII, mostrava come agli occhi dei
colonialisti spagnoli la storiografia americana fosse
un pericolo potenziale per i loro interessi in America.
Tanto che nel 1641 (mentre a Cuba era gia apparsa la
prima manifestazione storiografica) il Re Filippo IV
promulgò una Reale Cedola per mezzo della quale
si stabiliva il controllo sulla stampa dei libri in
America. In particolare si specificava la necessità
di porre licenze sulla pubblicazione di libri di Storia.
Nel 1718 veniva proibito ai figli d’America e
agli spagnoli ivi residenti di studiare, osservare e
scrivere sulle materie attinenti alle colonie. Fortunatamente
tali disposizioni di legge rimasero inosservate altrimenti
si sarebbe compiuto un vuoto storico nella storia americana.
La storia fu, quindi, un tema tabù in America,
giacché agli americani delle colonie veniva occultata
la coscienza di una propria storia ne veniva così
rallentato il sentimento di nazionalità..."
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