Politica, Economia,
Diritti umani

Storia Contemporanea
Nazionalismi,
Nazionalitarismi, fascismi,
totalitarismi

America Latina
Studio dei Trattati
interregionali e zonali,
Focus sull’America Centrale

Monografie varie
sui generis
Geo-politica e Sicurezza
Globale

USA ed il resto del mondo

Monografie

Da Test di verifica su 'Internet e Diritto Internazionale' (presso Pontificia Università, Studio Legale "Allen & Overy"): Le novità introdotte dal fenomeno Internet rispetto ai tradizionali principi giuridici di “sovranità” e “territorio”

"...Se si parte dalla considerazione che i conflitti poi, sono sempre esistiti e continueranno comunque ad esistere, perché fanno parte della natura umana, tanto vale regolamentare in modo meno accentrato (cioè non come fanno gli USA, pur riconoscendogli il merito della nascita di Internet, ma proprio perché non hanno avuto modo di delimitare sinora la rete perché non togliere loro l’opportunità di limitarla?) ma uniforme ed armonioso che sprigionandosi dal semplice “vivere comune” anche se in modo allargato e difficilmente gestibile, addivenendo a forme supra-nazionali di disciplina generale derivanti strettamente dal Diritto Comune delle Genti..."


Da Diritto ed Internet (2002)

2.5. La giurisprudenza statunitense in tema di responsabilità del provider.

"...Val la pena segnalare, significativi punti di contatto sostanziali fra l’elaborazione italiana e quella statunitense – del resto, ovviamente, di ben più lunga esperienza. In particolare, quanto all’assimilazione del provider al responsabile editoriale, negli Stati Uniti, la giurisprudenza in tema di responsabilità per messaggi diffamatori inviati dagli utenti del provider (1991), nel caso Cubby v. Compuserve, era già arrivata a considerare il provider al pari di un’edicola (news distributor) e quindi non responsabile per la pubblicazione del materiale diffamatorio, e ciò sulla base dell'impossibilità di "monitorare" e filtrare tutte le comunicazioni inviate nel newsgroup... ."


Da POLITICA MONETARIA EUROPEA, Il Sistema Europeo delle Banche Centrali (2002)

"...L’Europa si attiene alle decisioni d’oltreoceano, vincolando la politica monetaria e fiscale al rispetto di parametri tesi a salvaguardare la stabilità della moneta e dei prezzi, sacrificando di fatto le possibilità di crescita, e limitando la politica fiscale ed economica dei governi, togliendole dall’usuale ventaglio di scelte politiche degli stati e dei cittadini.
Con questi presupposti, il patto di stabilità per la crescita e l’occupazione si rivela essere semplicemente un patto volto alla stabilità del sistema economico, richiedendo quindi una sua correzione, tale da ridare ai governi la possibilità di contrastare congiunture economiche negative, sia pure nel rispetto di una strategia di politica economica europea comune e dell’obiettivo della riduzione del debito pubblico."


Da DIRITTO COMUNITARIO DEL LAVORO, L’ORARIO DI LAVORO IN EUROPA (2002)

"...il dibattito sull’orario di lavoro è stato un punto fondamentale nelle battaglie politiche e sociali. Ultimamente il cambiamento realizzatosi nelle realtà politiche di molti paesi europei hanno ampliato le tematiche inerenti ai contratti di lavoro tout court. Le recenti elezioni francesi, con la relativa vittoria della destra, hanno fatto scorgere come la battaglia sociale attuata in detto paese sulle 35 ore sia stata un “fallimento” per una vittoria elettorale della sinistra e che in questi “nuovi tempi” la dimensione sociale supera il tema in commento, ponendo addirittura obiettivi di restrizione delle garanzie e salvaguardie, non solo per quanto riguarda l’orario di lavoro, ma la stessa ragion d’essere delle garanzie fondamentali dei lavoratori in ambiti più ampi e sempre più “allargabili”.
La flessibilità non deve essere scambiata con precarietà ed il corpus di norme sviluppatosi in questi anni, dovrebbe poter essere esteso ai sempre più numerosi lavoratori atipici, reintroducendo ed ampliando un discorso di solidarietà sociale che nel tempo si sta tendendo a perdere se non addirittura a dimenticare..."



"