Da La Democrazia
dell'Impero USA
Gli Stati Uniti e l’idea di “missione”
democratica nel resto del mondo (2005/07)
"...Il gendarme
del mondo, pertanto, assumendosi il problema del controllo
economico, con l’appoggio delle Corporates, e
addomesticando gli organismi internazionali, non può
fare a meno di assumersi anche il controllo politico
globale, realizzando fino in fondo la dottrina enunciata
da Monroe, che stabilì la non ingerenza americana
negli affari europei in cambio della non ingerenza europea
negli affari americani "l'America agli Americani"
intendendo “l’America” nel senso allargato,
tutto il continente, “agli Americani in senso
ristretto, agli USA, estendendo la dottrina ulteriormente,
al capitale economico e finanziario rendendolo globale
(nel dover e nel voler, per forza, comprendere tutti
i territori nel resto del mondo)..."
Da LA LEGISLAZIONE
INTERNAZIONALE IN MATERIA DI TERRORISMO NEI CONFRONTI
DELL’IRAQ (2005)
"...La visione occidentale
circa il terrorismo è stata comunque ingerita
dal mondo arabo, una prova ne è il testo della
Costituzione Provvisoria del nuovo Iraq che - oltre
a formulare principi fondamentali di pieno rispetto
dei diritti umani allo stile occidentale, dell’auto-governance
e che proprio riconoscendo che l’Iraq è
un paese di molte nazionalità e che il popolo
arabo e l’Iraq sono inseparabili dagli altri Stati
arabi della “nazione araba” (articolo 7,
b) – adduce, al rispetto, che la religione ufficiale
è l’Islam ma in un modo tutto occidentale
nel considerare quest’ultimo come la religione
di stato e fonte di legislazione che non contraddice
i principi universali stessi dell’Islam, ma che
sono in realtà quei principi della democrazia
occidentale dei diritti (citati persino nel Capitolo
due della Costituzione in argomento) e che se la legge
deve rispettare l’identità islamica della
maggioranza della cooperazione irachena e garantire
i diritti religiosi di tutti gli individui delle libertà
di religione, credo e pratica lo fa escludendo a priori
che per il mondo arabo solo il Corano è la vera
norma politico-civile della popolazione. In merito poi
alla scelta della forma di governo è anch’essa
la versione occidentale perché deve essere repubblicana,
federale, democratica, e pluralistica, e che i poteri
devono essere condivisi tra il governo federale e i
governi regionali, governatori, municipalità
ed amministrazioni locali, ispirandosi al principio
della separazione dei poteri di Montesquieu, fa si che
il sistema federale, deve essere basato su realtà
geografiche storiche e sulla separazione dei poteri
e non sull’origine, razza, etnicità, nazionalità
o confessione religiosa al modo europeo che però
non ha nulla di reale con le divisioni geografico-politiche
effettuate dal colonialismo europeo stesso..."
Da LA
GLOBALIZZAZIONE ED I SUOI CENTRI DI POTERE
I TEORICI: STIGLITZ ED ALTRI - ANALISI PER UNA TERZA
VIA - TESIS - (2005)
"...I centri di
potere assoluti post-moderni.
Lo studio della storia economica ci insegna che il sistema
economico neoliberale, che riprende il sistema liberale
dell'industrializzazione iniziale della Gran Bretagna,
trova il suo paese guida negli Stati Uniti e nel suo
fratello minore inglese ed i suoi accoliti nella maggior
parte dei paesi occidentali, quelli industrializzati,
schieratigli a favore negli ultimi cento anni, alcuni
con misure che attenuano gli aspetti più crudi.
La considerazione più ovvia è che detto
sistema non è comunque equanime in quanto i paesi
che lo hanno adottato in toto sono diventati superpotenti
rispetto ad altri, rompendo quegli equilibri che avevano
caratterizzato il XX sec. ..."
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