Da Favole
da Tamarre (1997)
"Non c'era
una volta, perché al solito si accocolava al
telefono la tamarra-ramarra più grande, più
verde d'occhi che qualcuno avesse mai visto, ma stranamente
non era scivolosa bensì accattivante, strabiliante,
e per niente ripugnante! ancora eccezionale e divina
come essa stessa si definiva.
"Io non sarei così pessimista" contestava
alla sua amica porco spina al telefono, anzi, la vita
è verde (sebbene il suo colore preferito era
il puxia, cioè il fuxia). Non erano difetti linguistici,
ma un ottimo neo-vocabolario che esprimeva nell'arco
di una pseudo-giornata (eh! sì, perché
se ne avesse avute quarantotto di ore, forse si sarebbe
sentita più a suo agio)..."
Da Marietta
(1999)
"...Nel canto dei fringuelli si
dimenava ridente bambina
e sul ciglio della strada provinciale s’accalorava
alla visione di una mattina dello spuntar di glicini
viola.
Nascea l’ansimante passione che di un di tremar
sicuramente bandiva.
Nelle vesti si infrangeva vezzosa per
un accolito e magrolin vicino
dei fiori si dipingea l’unghia color ciclamino
e del
visino un cuoricino di rosso fragola muggiva.
Delle estremità di amarene si vantava e con le
altre piccine
Sognava:
… un bel principe mi rincorrerà
e nel tappeto dei miei petali
di rose cadrà…"
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