Stefania Ciranna

L’Artista Ciranna Stefania, sembra farci vivere in una favola continua delle Mille e una notte quando ci propone, con celestiale semplicità, immagini e colori che fuoriescono da un paradiso nascosto nel suo cuore… ma è anche il nostro cuore, dimenticato nel via vai di pensieri odierni che, invece, bambini riconoscevamo passeggiando per le strade delle nostre fantasie quotidiane, nei giochi solidali ed evanescenti al giungere del tramonto obbligati ad andare a dormire, ma con il sudore li sulle cose fatte ed ancora da fare.

Una preponderanza d’azzurro che sulla carta millerighe color pane, da imballaggio, si tramuta ed accompagna gli altri splendidi colori dell’arcobaleno e ne crea un’infinità sofisticate sfumature dei rossi, viola, gialli e screziati che spazzolano le nostre menti per scacciare le preoccupazioni. Oggi, adulti immersi in questo secolare gran da fare non curanti di soffermarci a guardare fuori e a guardare di nuovo dentro. Questo è ciò che ci propone Stefania con la sua pittura, che sembrano parole danzanti al suono di un pifferaio magico che ci incoraggia a sognare.

Poiché dentro abbiamo un’esplosione di gioie continue, basta saperle ricercare, osservarle negli sprazzi dei pennelli che strisciano sulla fortemente carta a voler riemergere e sottointendere: siamo qui, ma tu dove sei, ti sei nascosto alla luce? Rivieni fuori, rivivi con noi questi stupendi momenti a ridosso del mare, vicino al pescatore, alla terra che gira e la luna che la guarda muta e sorridente come un Pierrot al contrario…e si da un gran bel da fare per augurarci dei buoni giorni e delle buone occasioni. Oppure in una litania suonata da un pianista che canta con l’amore. Con l’amore della terra, della luce, dei fiori e dei passanti intorno che accorrono per osservare ed immagazzinare l’arte del dare. Quei fiori che da margherite diventano girasoli, fiordalisi essenze profumate che richiamano alla memoria odori ancestrali di felicità.
Pur osservando la parte melanconica di noi esseri fuggenti al suono di una stella che esplode ed illumina tutta la meraviglia e il suo furore. Stefania fa ridondare questi beni nascosti dentro di noi ed apre le finestre per farli emergere per donarli ad altri, quegli altri a noi legati nell’origine dipendente delle cose dove pur in una rete, ma a maglie larghe, ognuno è libero di individuarsi e di sforzarsi di continuare a giocare per essere più adulti e saggi alla ricerca del sapere, della consapevolezza di quanta grandezza edifichiamo. Perle che solo un pescatore sa trovare, finestre che si aprono per ritornare poi dentro ad elaborare, eroi che si impegnano fantasticamente come Don Chisciotte in mezzo alla radura con ronzinante e Sancho immersi nella vita interiore.

La forza onirica delle sue immagini richiama tutto questo ed altro, ma la spira che crea è un vortice che sposta le montagne e tutto ritorna al bello ed all’essenziale.
Quel ludo che sprigiona nella pasta amalgamata delle cose che si fanno assieme, perché ciò che conta è l’amore del cuore per la terra, per la natura, per gli amici e per gli occhi, specchi nelle nostre stesse anime. Energie che ballano su melodie fantastiche di zingari ritornati a girovagare e portare nel mondo la forza di questo pensiero vibrante che unisce popoli e terre non solo nei colore della terra ma in tutti gli altri colori universali.

 

2008 Vladimira Cavatore